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sabato 5 ottobre 2013

Freedom for the stallion.Bob Dylan 16.6.1985,Los Angeles.

BOB DYLAN - Freedom For The Stallion (June 16th, 1985)

OCEANWAY STUDIOS
LOS ANGELES, CALIFORNIA
JUNE 16th, 1985

Bob Dylan (vocal & guitar), Sterling Smith (guitar), Barry Goldberg (piano), Jack Morris Sherman (organ), Jorge Calderon (bass), Charlie Quintana (drums)

FREEDOM FOR THE STALLION
words and music Allen Toussaint

Freedom for the stallion
Freedom for the mare and the colt
Freedom for the baby child
Who's not grown old enough to vote.
Lord have mercy, what you gonna do
About the people that are prayin' to you?
Men makin' laws to destroy other men
Made money God, it's a doggone sin.
Oh Lord, you got to help us find a way.

Big ships sailin'
Slaves all chained and bound
Headin' for another land
That some cat says he's up and found.
Lord have mercy, what you gonna do
About the people that are prayin' to you?
They got men makin' laws to destroy other men
Made money God, it's a doggone sin.
Oh Lord.
Freedom for the stallion
Freedom for the mare and the colt
Freedom for the baby child
That not grown old enough to vote.
Lord have mercy, what you gonna do
About the people that are prayin' to you?
Well, when i look into my mind
It's the truth that i find.
Oh Lord, you gotta help us find a way.
Freedom for the stallion
Freedom for the mare and the colt
Freedom for the baby child
Who's not grown old enough to vote.
Lord have mercy what you gonna do
About the people that are prayin' to you?
When i look into my mind
It's the truth that i find.
Oh Lord, you gotta help us find a way

martedì 24 settembre 2013

Bob,Joan and Carlos 1984 Germany.



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Shoah, Gino Bartali dichiarato ‘Giusto tra le nazioni’. “Salvò la vita di molti ebrei”

La decisione dello Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme, premia l'impegno del campione di ciclismo durante l'occupazione tedesca dell'Italia. Faceva parte di una rete di salvataggio a Firenze. La famiglia: "E' una cosa magnifica". Matteo Renzi: "Il regalo più bello per i Mondiali"

Shoah, Gino Bartali dichiarato ‘Giusto tra le nazioni’. “Salvò la vita di molti ebrei”
Gino Bartali è stato dichiarato ‘Giusto tra le nazioni’ dallo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme. La decisione riconosce l’impegno del grande campione di ciclismo a favore degliebrei perseguitati in Italia. Lo Yad Vashem spiega che Bartali, “un cattolico devoto, nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l’arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa“. Quest’ultimo è stato già riconosciuto ‘Giusto tra le Nazioni’ dallo Yad Vashem.
“Questa rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell’occupazione tedesca e all’avvio delladeportazione degli ebrei, ha salvato centinaia di ebrei locali ed ebrei rifugiati dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente in Francia e Yugoslavia”, si legge nelle motivazioni rese note dallo Yad Vashem. Bartali ha agito “come corriere della rete, nascondendo falsi documenti e carte nella sua bicicletta e trasportandoli attraverso le città, tutto con la scusa che si stava allenando”. Il campione sapeva che aiutando gli ebrei correva un grande rischio, ma questo non l’ha fermato. “Ha trasferito falsi documenti a vari contatti e tra questi il rabbino Cassuto”, si legge nella nota dello Yad Vashem annunciando he in onore di Bartali si terrà una cerimonia in Italia in una data ancora da stabilire.
“E’ una cosa magnifica – ha commentato il figlio Andrea -. Aspettavamo questa notizia già da qualche tempo, soprattutto dopo che un mese fa hanno fatto giusto tra le nazioni il cardinale Elia Dalla Costa”, ha aggiunto. “Saperlo proprio oggi quando qui a Firenze sono iniziati i Mondiali di ciclismo ha un significato enorme”, ha detto ancora il figlio di Bartali. La famiglia del campione era stata invitata già nelle settimane scorse a Gerusalemme dal governo israeliano per il mese di ottobre quando si terrà una gara di ciclismo intitolata a Gino Bartali.
La decisione dello Yad Vashem di dichiarare Gino Bartali ‘Giusto tra le Nazioni’ “è una scelta che commuove Firenze, è il più bel regalo alla città ed il modo più serio di dare un senso ai Mondiali di ciclismo”, così il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha commentato la notizia. Proprio l’11 agosto scorso, in occasione delle celebrazioni della Liberazione di Firenze, Renzi, con il rabbino del capoluogo toscano Joseph Levi, aveva auspicato il pronunciamento sul campione. “Il ciclismo in Toscana è un’esperienza di vita e ha formato uomini, oltre che campioni, come Bartali che rischiava la pelle per salvare gli ebrei”, ha detto il sindaco di Firenze. “Abbiamo voluto qui i mondiali pensando a figure come lui, perché rende esplicito che non sono solo una competizione sportiva ma per Firenze l’occasione di affermare la propria identità di valori“, ha sostenuto Renzi. 


 LA STORIA

Gino Bartali «Giusto tra le Nazioni»
“In guerra salvò la vita a 800 ebrei”

Gino Bartali trionfatore al Tour de France del 1948

Trasportava di nascosto nel tubo della bicicletta documenti per falsificare i passaporti. Il figlio:
«Ha rischiato la fucilazione»
La vita di 800 ebrei, salvata nascondendo sotto il sellino della sua bici documenti falsi: Gino Bartali, toscanaccio burbero e schivo dal grande cuore, è stato un campione non solo sulla strada, ma forse ancor di più nella vita. Il suo nome - dopo la medaglia d’oro assegnatagli dal presidente Azeglio Ciampi nel 2006 per la sua attività durante la guerra - da oggi è iscritto fra i “Giusti delle Nazioni” allo Yad Vashem, il Sacrario della Memoria a Gerusalemme, insieme con altri italiani (oltre 500) - tutti non ebrei - che ebbero il coraggio di dire di no alla barbarie nazista. Persone che hanno riscattato in parte l’onore dell’Italia fascista alleata dei tedeschi, segnata dalle Leggi Razziste e dalle persecuzioni. 

“Ginettaccio” aveva ragione nel suo modo di dire “gli è tutto da rifare”: perché lui, quel che poteva fare, già lo aveva fatto. Rischiando la vita durante l’occupazione tedesca come staffetta in bicicletta tra Firenze i molti luoghi dove si nascondevano gli ebrei braccati. Macinando chilometri e, sotto il naso dei nazisti, trasportando i documenti falsi preparati sotto la regia della Curia di Firenze, diretta dall’arcivescovo Elia Angelo Dalla Costa (anche lui “Giusto tra le Nazioni”), in stretto collegamento con il rabbino capo della città Nathan Cassuto, altro eroe italiano ucciso dai nazisti in una “Marcia della Morte” nel 1945. 

«È una cosa magnifica», ha commentato il figlio di Bartali, Andrea, che si trovava con sua madre, vedova del campione, quando ha saputo dall’ANSA la notizia. «L’aspettavamo - ha aggiunto - già da qualche tempo, soprattutto dopo che un mese fa hanno fatto Giusto tra le nazioni il cardinale Dalla Costa». 
Il sindaco Matteo Renzi ha definito a sua volta quella di Yad Vashem «una scelta che commuove Firenze. È l più bel regalo alla città ed il modo più serio di dare un senso ai Mondiali di ciclismo». Di «onore» per l’Italia ha parlato anche il ministro per gli Affari regionali, le autonomie e lo sport, Graziano Delrio. «I mondiali di ciclismo a Firenze, proprio nella sua terra - ha aggiunto - sono il miglior modo per ricordare un campione di sport e di vita come Gino Bartali», 

C’è voluto un lungo percorso per arrivare alla decisione di oggi, perché in questo caso mancavano testimoni diretti e Yad Vashem valuta molto attentamente le cose: alla ricostruzione della vicenda ha contribuito pure la figlia del rabbino Cassuto, Susanna. Lei e il fratello David (ex vicesindaco di Gerusalemme) - scampati in Italia alle persecuzioni e venuti in Israele - hanno parlato di Bartali come «un grande eroe italiano». 
Alla fine Yad Vashem ha deciso: «un cattolico devoto - questa la motivazione - che nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio» ebraico-cristiana capace di salvare «centinaia» di ebrei italiani e di altri, rifugiatisi «dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente in Francia e Jugoslavia». 

Bartali agì «come corriere della rete, nascondendo falsi documenti e carte nella sua bicicletta e trasportandoli attraverso le città, tutto con la scusa che si stava allenando. Pur a conoscenza dei rischi che la sua vita correva per aiutare gli ebrei, Bartali trasferì falsi documenti a vari contatti e tra questi il rabbino Cassuto». Un uomo semplice - ha chiosato il presidente di Yad Vashem, Avner Shalev - che ha «fatto cose straordinarie»: la sua attività si staglia «in contrasto netto con la vasta maggioranza degli altri». `Ginettaccio´ - fosse stato ancora vivo oggi - forse si sarebbe fatto ancora più schivo di fronte ai complimenti, sinceri, che arrivano ora da ogni parte d’Italia. Ma almeno alla sua memoria è comunque il tempo degli onori: gli onori a un uomo che nella sua bici - ha osservato l’attuale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori - celo’ «le carte della libertà per gli ebrei perseguitati».  

The Legendary Bob Dylan Unveils Seven Iron Gates Sculpture - ArtLyst

The Legendary Bob Dylan Unveils Seven Iron Gates Sculpture - ArtLyst

sabato 8 giugno 2013

AGGREDITA UNA GUARDIA GIURATA, I SINDACATI: “NELLA VIGILANZA CONDIZIONI DI LAVORO INACCETTABILI”

  

20:15
VEN 7 GIU 2013
STAMPALicenza Creative Commons
VIAREGGIO. “La notizia dell’aggressione notturna subita da una guardia giurata dell’istituto Securitas Metronotte Vesuvio, impegnata in un controllo di routine nella pineta di levante a Viareggio, rinnova le preoccupazioni già espresse sul tema della sicurezza per gli operatori della vigilanza privata.” Lo scrivono i sindacalisti Umberto Marchi (Filcams-Cgil), Giampiero Guidi (Fisascat-Cisl) e Giovanni Sgrò (Uil-Tucs).
“Le dinamiche dell’evento saranno valutate dagli organi inquirenti: per quello che si conosce si tratterebbe di un atto immotivato, compiuto da alcuni soggetti extracomunitari che di quella zona hanno fatto un loro territorio nel quale, probabilmente, non vengono tollerate presenze a loro sgradite. Questo episodio evidenzia tutti i limiti delle attuale condizioni operative dei lavoratori del comparto vigilanza.
“Giova ricordare che in un passato non lontano erano state raggiunte attraverso l’opera dei sindacati, e con il coinvolgimento delle Istituzioni, intese a livello provinciale per garantire il servizio in coppia almeno nelle ore notturne, ma a causa di nuove normative, che a nostro avviso salvaguardano più l’economia aziendale degli Istituti portate ad interpretare la sicurezza del proprio personale alla stregua di un mero costo aziendale, si è tornati ad operare da soli con un drastico abbassamento della soglia di sicurezza.
“Non riteniamo esaustivo richiamare i numeri delle statistiche pronte ad evidenziare come il nostro territorio sia meno rischioso di altre zone d’Italia, oppure affidarsi completamente a sistemi di tutela passivi come la radiotrasmittente in dotazione, sappiamo bene, e l’episodio della notte scorsa lo conferma, che quando si verifica una aggressione le tempistiche sono ridotte al minimo e l’appoggio serve nell’immediatezza dopo si possono solo contare i danni.
“In questo caso per fortuna non si sono registrate conseguenze pesanti, che avrebbero potuto verificarsi, ma riteniamo si renda necessaria una riflessione da parte di tutti e anche un ripensamento sui criteri da adottare per garantire chi lavora per l’altrui sicurezza, senza aspettare che si verifichino episodi più gravi.”

Guardia giurata aggredita nella pineta di Viareggio

Stava effettuando un giro di controllo quando due extracomunitari lo hanno colpito con una bottiglia sulla testa e gli hanno lanciato sul volto del liquido irritante.
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    VIAREGGIO. Una guardia giurata dell'istituto di vigilanza della Securitas Vesuvio stava svolgendo il suo normale giro di controllo nella pineta di Ponente quando è stata aggredita intorno alle 4 da due giovani extracomunitari che poi sono fuggiti. Lo hanno colpito con una bottiglia di birra in testa senza però procuragli ferite, poi gli hanno lanciato in volto del liquido, probabilmente solvente chimico che gli ha procurato un arrossamento senza problemi alla vista. La guardia giurata è andata al pronto soccorso dell'ospedale Versilia per essere curata ed è stata trattenuta in osservazione per essere sottoposta ad alcuni esami dermatologici. Sull'episodio indagano i carabinieri.
    07 giugno 2013